Scuola Niccolò Tommaseo (Torino)

scuola-tommaseoSituato in Via dei Mille n°15, il plesso Tommaseo si trova in zona centro. Costruita alla fine del XIX secolo la scuola si inserisce con un edificio a “C” nel tessuto urbano del centro storico di Torino. La disposizione interna degli spazi rispecchia quella delle suole Ottocentesche di derivazione tedesca: un corridoio centrale con aule che si aprono da entrambi i lati, secondo un impianto a doppia manica. La scarsità di  spazi verdi dedicati al gioco dei bambini è mitigata dai vicini giardini pubblici dell’aiuola Balbo.
Laboratorio e racconto a cura di Vittorio Mortarotti e Elisabetta Reali
Insegnante Anna
Le foto scattate dai bambini della IV C con macchine fotografiche compatte Canon IXUS  e stampate con stampanti Canon SELPHY:

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La centralissima scuola Tommaseo è l’ultima delle quattro scuole nelle quali abbiamo fatto tappa.
La giornata si preannuncia molto intensa perché per la prima volta svolgeremo l’intero progetto in un’unica sessione di sei ore, con una pausa per il pranzo e per scappare in copisteria.
L’accoglienza della IV C e della maestra Anna è molto calorosa. I bambini aspettano da tempo di incontrarci e sono informatissimi su tutti i dettagli!
Iniziamo le presentazioni e chiediamo ai ragazzi di associare al loro nome il colore e la pietanza preferiti. Rimaniamo incredibilmente stupiti dalle risposte: si passa infatti con disinvoltura dalle rane fritte al cous cous speziato. Capiamo subito che “ne vedremo delle belle”…
Prima di introdurre la fotografia  ed i suoi concetti chiave, chiediamo alla classe di darci dei suggerimenti e di formulare delle brevi definizioni.
La fotografia:
è il ricordo dei tempi passati e delle sensazioni / è un disegno con la luce digitale/ sono le immagini che mi piacciono / può raccontare una storia / ferma un luogo e un momento.
Questa volta sono proprio i bambini a nominarci la parola “soggetto”. Cogliamo così l’occasione per spiegare  loro che il soggetto principale del nostro incontro e del nostro progetto è la scuola, osservata e catturata dal loro punto di vista.
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Attraverso il gioco 1,2,3,click! scopriamo il concetto di inquadratura e prospettiva. Distribuiamo delle cornici di cartoncino e chiediamo ai piccoli fotografi di aggirarsi in silenzio per la classe. Lo sguardo dovrà posarsi su quanti più dettagli possibili e per questo sarà consentito salire sui banchi ed allungarsi a terra strisciandovi sotto, come dei veri esploratori. C’è chi vede piccoli buchi, chi scopre angoli o visioni d’insieme.
Dopo aver distribuito le macchine fotografiche compatte, ripetiamo l’esperienza per tutta la scuola. Pronti, partenza, click!
Questa volta, oltre a passare per scale, corridoi, mensa, biblioteca, palestra, auditorium e palestrina,  entriamo anche in segreteria e nell’ufficio della direttrice,  che ci saluta entusiasta.
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Dopo un lungo giro e centinaia di foto scattate, torniamo in classe, dove, visto il Natale alle porte, la maestra Anna ci offre torroncini di ogni tipo.
Ci dirigiamo in palestra per un grande brain storming collettivo sugli spazi preferiti della scuola e sulle percezioni sensoriali ad essa associate. Le intuizioni dei bambini sono molto poetiche ed evocative:
La scuola ha il profumo:
di una torta al limone appena sfornata / Melvin
di pulito lavato dai bidelli / Pietro
di fresco / Gabriele G.
di cielo perché penetra dappertuto / Elamin
di minestra / Emma
di incenso / Greta
di frutta / Anna
di aria fresca e sembra di essere circondati da alberi / Karim B.
La scuola ha un gusto:
dolce e si sente il rumore dei bambini che parlano / Jacopo
molto aromatico / Karim
di mattoni di cioccolato / Nicolò
Leonardo G. scrive un suo pensiero:
La scuola è odore di….
menti fumanti
c’è il rumore di…
penne in movimento
c’è gusto di…
nuovi approfondimenti

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Dalle finestre della IV C, che danno su Via San Massimo, si scorge il Giardino Balbo e poco distanti, ma non visibili, ci sono i giardini Cavour, luoghi molto amati dai bambini perché:
Ci giochi e ci fai l’intervallo del pomeriggio /  Elamin.
Alcuni tra gli spazi preferiti sono ovviamente quelli nei quali si può correrre e giocare.
Alfredo e Maria M., dicono di preferire il cortile di Via Piovana, dove c’è anche una scacchiera disegnata a terra.
A Leonardo R., Leonardo G. e Sofia piace l’auditorium perché: “Puoi fare scene teatrali e divertirti come un pazzo con la maestra Ines”.
Giulia, Nicolò e Giulio, preferiscono la palestra perché: “Si fa atletica ed è come se mi desse energia”.
A Melvin piace la biblioteca perché: “Ci sono tanti libri in cui ci sono storie bellissime”.
Martina dice di preferire la classe della IV D: “Perché c’è la LIM per le spiegazioni e per vedere i film”.
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Dopo questo lavoro di racconto collettivo, i bambini divisi in gruppetti e accompagnati da noi e dall’insegnante, sono andati a fotografare i luoghi prescelti.
Durante la pausa pranzo abbiamo scaricato, selezionato e stampato le immagini necessarie alla fase successiva.
Il pomeriggio si è aperto con un laboratorio di approfondimento sulla texture. Abbiamo poi consegnato ad ogni bambino 3-4 immagini stampate e abbiamo chiesto loro di sceglierne una.
Dopo una mattinata da fotografi, siamo passati a giocare agli architetti.
Ogni foto è stata ricoperta con carta da lucido, su cui sono state ridisegnate le linee principali degli spazi rappresentati con tratto pen nero.  L’immagine è stata poi ricolorata attraverso campiture di colore realizzate con retini colorati, o pattern grafici.
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Abbiamo chiesto ai bambini di elencare una serie di parole relative alla scuola e di scegliere poi quella a loro avviso più rappresentativa. Alla fine del laboratorio abbiamo distribuito le lettere trasferibili con le quali scrivere sull’elaborato:
amicizia, maestri, amore, compagni, libri, insegnamento, ambienti, curioso, insufficiente, scolastico, divertimento, studio, classe, spiegazioni, quaderni, vita, studiare, nutrimento, informatica, insegnanti, inglese, cervello, arte.
A conclusione di questa giornata di fotografie e laboratori, abbiamo montato tutti i lavori finali in un grande libro apribile in forma di mappa. Abbiamo collaborato tutti scegliendo quali immagini inserire l’una dopo l’altra, cercando di raccontare una storia speciale: quella della scuola Tommaseo, vista dagli occhi dei bambini della IV C.
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